La mamma dei truffati lavora in banca
La mamma dei truffati è sempre incinta. A quanto pare, ogni tanto lavora anche in banca.
Per anni le banche ci hanno spiegato: non fidatevi dei messaggi, controllate il mittente, diffidate dalle richieste urgenti, verificate sempre attraverso un altro canale.
Poi arriva un falso WhatsApp di Carlo Messina, una telefonata con la voce di un avvocato conosciuto riprodotta con l’IA, qualche e-mail ben confezionata… e da Fideuram partono bonifici per circa 95 milioni di euro.
Per fortuna i controlli successivi funzionano: 59 milioni vengono recuperati. Ma 36 milioni restano fuori portata e, secondo gli investigatori, sarebbero stati convertiti in criptovalute.
Non so se possiamo già consegnargli ufficialmente la coppa del più grande scam della storia italiana. Ma tra le truffe di impersonazione rese pubbliche in Italia, siamo decisamente dalle parti della Champions League.
La parte interessante, però, non è nemmeno il deepfake.
È che puoi avere procedure, sistemi antifrode, corsi di sicurezza e pagine intere sul sito che spiegano ai clienti di non fidarsi di WhatsApp. Alla fine basta costruire una storia abbastanza credibile perché qualcuno dica: «Sì, procedete».
Forse il prossimo messaggio antifrode della banca potrebbe essere rivolto anche verso l’interno. 😏
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